Il piacere di allenarsi.

Quando un giocatore comincia a capire come si gioca a football americano? Credo che

molto dipenda in quale squadra abbia la fortuna di cominciare ad allenarsi. Dipende non tanto da quale sia il livello tecnico  della squadra, ma quale sia il livello di organizzazione e di organico della stessa. Un ragazzo che arriva in una società organizzata capisce abbastanza velocemente quanto ci sia da lavorare per imparare a giocare guardando quanto lavorano coloro i quali vede giocare la domenica o il sabato. Li vede ripetere “n ”  volte lo stesso drill, li vede arrabbiarsi per quello che a lui sembrava una cosa insignificante , come il piede con cui partire o l’ampiezza del passo, li vede tuffarsi per terra per prendere un pallone ed impegnarsi al massimo per correggere i propri difetti. L’organico gli fa subito capire che ci sarà spazio per tutti ma che giocare i momenti cruciali di una partita è una cosa da conquistare attraverso la fiducia che l’allenatore ed i propri compagni gli daranno in base alla frequenza delle sue presenze e del suo impegno. Si accorgerà che c’è qualcuno che cerca di schivare il tale giocatore durante i drill uno contro uno, qualcun altro che accorcia l’ampiezza del giro di corsa, ma che l’ossatura della squadra è pronta a sostenerlo quando è lui a sfidare il più forte o quando da fondo a tutte le  sue energie per finire assieme  ai compagni. Solo avendo la fortuna di trovare giocatori motivati ad andare sempre al cento per cento si imparerà a vincere la paura e solo grazie a loro si imparerà come affrontare qualsiasi avversario. Un giorno a forza di chiedersi dove si è sbagliato si arriverà a correggere qualcosa di fondamentale e da quel momento tutto diventerà maniacale. Si comincerà a capire l’importanza ed il piacere che le piccolo correzioni danno, quelle piccole conquiste fonte di disciplina che cambiano un giocatore volonteroso in un buon giocatore, fino a farlo diventare poco per volta un grande giocatore.  Certo non è facile, ci vuole costanza, una ottima organizzazione societaria e un volonteroso gruppo di ragazzi che apprezzi il piacere di allenarsi insieme, ma se lo trovate potrete scoprire  il piacere di allenarvi e di crescere insieme.

Chiuso bene il girone di andata.

Nessuna sorpresa nei due gironi del nord dove Rams e Lancieri sono al primo posto delle  rispettive conference, vincendo facilmente sulle meno esperte avversarie. Stupisce per lo meno per quanto ci riguarda come le squadre meno esperte usino più facilmente schemi e formazioni complicate, rispetto alle squadre con maggior esperienza, segno questo che preferiscono investire il loro tempo più sulla strategia che sui fondamentali. Come previsto invece molto più combattuta la conference centrale dove ieri i Pittbuls hanno conquistato la testa del girone  andando ed espugnare dopo una combattutissima partita il campo dei Broncos di Faenza. La pausa per la SS. Pasqua permetterà a molti di riordinare le idee prima del 12 di aprile dove a Milano ritroveremo i Celtics che siamo convinti saranno cresciuti da ieri. Purtroppo per molte squadre non è facile avere sempre tutti i giocatori al campo per gli allenamenti e spesso le partite diventano gli unici momenti per i coach di avere tutti i giocatori al campo. Solo con il crescere dell’esperienza si apprenderà come la domenica si mette in pratica  quello

fatto durante la settimana e se si confonde la domenica per l’allenamento, non si fa che ritardare il momento in cui andare a raccogliere le prime soddisfazioni frutto della fatica fatta. Il football non si impara giocando ma allenandosi, ripetendo fino all’esasperazione gli stessi movimenti cercando ogni volta di farli meglio della volta precedente. Vista la complessità dei movimenti e l’innaturalezza per chi proviene dalla logica della palla sferica, non si smetterà mai di imparare. A questo uniteci il fatto che essendo uno sport  che richiede una grande preparazione atletica e fisica una buona parte del tempo dell’allenamento viene speso per migliorare anche questi due parametri e capirete quanto è importante allenarsi con costanza ed insieme per imparare a giocare a football americano. Queste sono però quelle prerogative che inorgogliscono chi riesce a giocare e a giocare bene, queste sono le caratteristiche che ne fanno uno sport per pochi e non per tutti.  C’è chi vede i concorrenti della  Carlucci allenarsi duramente per poter ballare cinque minuti durante lo show e poi vuole giocare  a football americano facendo pochi allenamenti convinto di aver già capito tutto e che già sa tutto. Il campo è impietoso e senza fatica non ci regala niente. Il bello di questo sport è che prima o poi raccoglierai ciò che hai seminato ed il sudore che gli hai dato. Si può perdere, succede a tutti ma ogni volta vedrai i tuoi sforzi ampiamente ripagati da miglioramenti costanti e la tua autostima e la fiducia nei tuoi compagni e dei tuoi compagni aggiungerà il piacere di condividere gli sforzi e le conquiste. Tornando a ieri tante cose positive ma tante cose da correggere, un primo tempo troppo contratti e con troppa premura di chiudere la partita. Un secondo tempo con tante cose buone ma anche con un vistoso calo di concentrazione, da parte dell’attacco,  verso la fine. Scuse ne ho anch’io una valanga, il tempo, il viaggio, il punteggio ma questo non è il nostro modo di ragionare, Quando andiamo in campo dall’inizio alla fine dobbiamo imparare a stare concentrati. Ci lavoreremo del resto siamo solo alla fine della prima fase e il nostro obbiettivo è arrivare al cento per cento per metà maggio. Martedì comunque analizzeremo i filmati per capire su cosa lavorare di più e meglio. Per adesso archiviamo due buone prestazioni e la quasi certezza di giocarci la semifinale al Vigorelli il 22 di maggio.

1st 2nd 3rd 4th OT TOT
Squadra di casa CELTICS 0 0 0 0 0 0
Squadra ospite RAMS 3 13 22 7 0 45