Un grande insegnamento

Oltre cento ragazzi ieri al Vigorelli per il camp con  Mike Lodish è sicuramente un

successo, ma visto che siamo stati noi ad organizzarlo, lascio ad altri il commento su questo particolare. Quello che vorrei stigmatizzare a quanto detto da Mike sabato sera, che è il motivo per cui lui era li, ieri, senza chiedere alcun compenso economico. Esiste una catena, tra gli appassionati di football che ti spinge a dare quello che prima hai ricevuto e che in molti casi ti ha cambiato il modo di approcciarti e vivere la vita. Una parola, un gesto, un tuo compagno di squadra ed ecco che piano piano, cambi il tuo modo di pensare. Diventi un uomo con il piacere di lavorare per la tua squadra, i tuoi compagni, la tua vita. Ognuna delle persone che ha giocato a football per un po’ di anni sa di cosa parlo. La voglia di far sapere a tanti ragazzi che è vero che alcuno volte l’allenamento è faticoso, che il gioco è duro, ma che sono quelle fatiche, quel sudore speso insieme ai compagni, che fanno la differenza e che resteranno tra i ricordi più importanti. Ragazzi finalmente impegnati in qualcosa di sano, senza alcuna diavoleria elettronica, senza nessuno a controllarli, se non da un punto di vista tecnico, si sono integrati e divertiti insieme ad uno dei miti della NFL, che se non fosse stato per la stazza e per i suggerimenti tecnici che

dispensava a chiunque gli e li chiedesse, poteva sembrare uno come tutti noi. A diretto il riscaldamento e la fine dell’allenamento, ha insegnato alla linee, tutto quanto poteva senza mai alzare la voce, incoraggiando e cercando di trarre da ognuno dei ragazzi a lui affidati il meglio. Lui che ha giocato con i più forti del mondo, lui che è stato il più forte del mondo nel suo ruolo per diversi anni, si metteva a disposizione di ragazzi che volevano per una volta vivere un sogno: calcare un campo tracciato da football e sentirsi guidare dall’inglese di un grande del football, per cercare di entrare in una selezione che gli avrebbe permesso di giocare su quel campo. Alcuni sono riusciti, altri sono stati esclusi, il sogno è solo rinviato, il gap tra gli esclusi e quelli scelti non era salvo in alcuni casi, così grande da non poter essere compensato con un buon allenamento. Il sogno continua, ci saranno altre occasioni, queste è uno dei grandi insegnamentiche Mike porta scritto nel suo dna. Quattro Superbowl persi consecutivamente. Se da una parte hai la grande soddisfazione di esserci arrivato al

Superbowl, dall’altra hai l’enorme delusione di averlo perso. Non riesco ad immaginare l’amarezza alla quarta sconfitta. Ogni volta però lui ha saputo trasformare l’amarezza, la delusione, la rabbia, in volontà di rivincita. Sapeva che era ad un passo dalla riuscita, lavorando di più poteva farcela. La rabbia è diventato impegno maggiore, fino a quando non è riuscito a vincerlo il Superbowl . Quella soddisfazione gli ha dato la forza per allenarsi ancora più duramente, perché quella coppa aveva un debito con lui. Vincerla una volta era stato magnifico, ma non gli bastava. L’anno dopo si è ripetuto. Due vittorie consecutive, cosa per pochi.  Impariamo il suo messaggio, copiamo la sua umiltà. Ognuno dei ragazzi che ieri  ha avuto la possibilità di vederlo, di conoscerlo torni alla propria vita, alla propria squadra trasmettendo ai propri compagni ai propri amici, che si può anche perdere, perfino quattro volte consecutive ma che lavorando insieme con umilità e determinazione si può cambiare, si può superare qualsiasi problema.  Questo spinge Mike e tante persone meno importanti ma non meno in debito con il football ad impegnarsi a fondo per trasmettere ai  giovani questo messaggio, che loro stessi hanno avuto il privilegio di ascoltare molti ani fa.

 

Un grande primo giorno

Comincia tardi la giornata di ieri, per permettere a Mike di adeguarsi al nuovo fuso orario. Per questo ci incontriamo verso mezzogiorno. Dopo aver scambiato due chiacchiere, aver pianificato la giornata e  consumato un frugale pasto, ci rechiamo al Saini per l’allenamento programmato. Sin dal riscaldamento Mike cerca di farci capire che non importa a quale livello giochiate, non importa in quale parte del mondo voi siate, quando entrate in un campo di football esiste una sola regola: allenatevi duramente e divertitevi. Cos’ per due ore, non di più, i ragazzi si impegnano e cercano di apprendere il più possibile tecnicamente, ma io spero anche umanamente da questo grande campione. Centotrenta chili di muscoli capaci di correre 4,8 le quaranta yards quando giocava, ed  ancora estremamente in forma cercano di trasmettere agli uomini della nostra linea i giusti accorgimenti tecnici, ma anche e soprattutto la giusta mentalità che il football richiede. Alla fine dopo aver testato con soddisfazione il nostro grado di preparazione fisico atletico con una serie infinita di scatti, il lavoro in palestra comincia a dare i suoi frutti, dopo un breve

discorso scioglie l’huddle, concedendo se stesso ed  i suoi due anelli ai ragazzi per le fotografie di rito. Dopo essere andati alla SS. Messa, torniamo in hotel dove consumeremo la cena con i ragazzi dei Pittbuls, arrivati da Viterbo con uno dei loro nuovi coach , ed i ragazzi di Salerno che non sono voluti mancare a questo grande appuntamento. Finita la cena Mike si concede ad una serie di domande sul mondo dei college e su quello dei professionisti, sulle emozioni provate durante il suo draft e su quelle vissute nei numerosi Superbowl giocati. Dopo circa quaranta minuti, resosi conto dell’entusiasmo e del rispetto suscitati ci regala il suo pensiero su questo sport. Si capisce che non è un discorso elaborato o preparato, si vede che è un discorso che parte dal cuore, come se fosse quello di un fratello più grande che ti trasmette un testimone. Lui che ha firmato contratti milionari, lui che ha giocato professionista è qui gratuitamente per uno scopo:  trasmettere agli altri quello che prima di lui altri hanno trasmesso a lui. La sua commozione, anche se ben celata, ci fa capire quanto questo sport faccia parte della sua vita e quanto sia stato importante per la sua vita, soprattutto per come questo meraviglioso sport abbia plasmato il suo carattere, la sua volontà la sua umanità. Grazie Mike! Ora sappiamo perché il tuo corpo è così tonico e duro, non per colpire gli avversari, ma per proteggere il tuo grande cuore. Pensavo alle tue parole stanotte e non riuscivo più a dormire. Oggi ci aspettano tanti ragazzi curiosi di conoscerti e di imparare da te, ma anche desiderosi di farti vedere che anche se questo sport si chiama football americano, gli italiani sono capaci di farne loro la filosofia,. Per la tecnica ci stiamo lavorando. A presto e sono sicuro che per molti sarà una giornata indimenticabile.