Che giocatore di football sei?

Che animale sei? Che attore sei ? Che giocatore di football sei? I social network ormai sono pieni di questi sondaggi, come se ognuno di noi non sapesse chi è, o non ne fosse sicuro, ed allora si dovesse affidare a questi stupidi giochini per controllare la propria identità. L’esigenza del nostro cervello di catalogare tutto e tutti in distinte categorie fa si che molti abbiano l’esigenza di questo riconoscimento virtuale. La poca comunicazione, il poco confronto, riduce molti a passare il tempo cercando gratificazioni dalle risposte di questi sondaggi. Un uomo è un uomo. Quale giocatore di football sei lo vedi sul campo, ed attraverso quello vedi anche che tipo di uomo sei. Se rispetti gli altri mantenendo gli impegni presi, se ai cura della tua attrezzatura, se parli quando devi e taci quando devi, se ti impegni per migliorarti, se faciliti le difficoltà organizzative portando i documenti necessari, pagando per tempo la quota, controllando la tua visita medica, se lasci lo spogliatoio in ordine, sono tutti fatti che qualificano la tua persona per quello che sei. Quello che sei realmente con i tuoi difetti ed i tuoi pregi. La comunicazione pubblicitaria vuole che ci sia sempre un migliore ed un peggiore, ma il mondo è fatto di tante persone diverse non per questo migliori o peggiori di altre. Se uno non si fa i tatuaggi non è detto che sia meno coraggioso di chi si è riempito di tatuaggi, magari semplicemente ha scelto di spendere i suoi soldi in maniera diversa che farsi scrivere sul corpo. Se uno non adegua il risvolto della giacca o la lunghezza dei pantaloni è uno che semplicemente utilizza i vestiti come strumenti per coprirsi e non come simbolo di appartenenza. Chi siamo lo determina il nostro comportamento, non certo il nostro modo di vestire. I vestiti hanno un costo, gli uomini hanno un valore, non il contrario. Non giudichiamo il valore di un giocatore da quanto costa la sua attrezzatura, ma da come usa e cura quella che ha. Non illudetevi , se anche uscite dai sondaggi come vorreste, la gente, non ne terrà conto. Così come dopo un primo approccio che potrà forse essere facilitato se avete investito i vostri risparmi e quelli di qualcun altro, nell’ultimo modello di telefonino, in un paio di occhiali che vi hanno fatto credere che attirerà le donne come gli specchietti le allodole, o così via, le persone vorranno vedere il back stage, anche quelle attirate dalle cose superficiali ed allora quello che guarderanno sarà come veramente voi siete e se voi non vi accettate non lo faranno neanche loro. Investite su di voi, sulla vostra crescita, abbiate il coraggio di non farvi omologare dalla massa, il football potrà aiutarvi in questo ma sarete voi che dovrete metterci del vostro per riuscire ad accettarvi con i vostri gusti ed il vostro meraviglioso modo di essere. Accettate anche le vostre debolezze, le vostre paure che sono quelle che hanno tutti e parlate di persona con i vostri amici, che se sono tali sapranno condividere con voi le difficoltà.

Ottobre e novembre a scuola

.Ci ha contattato una professoressa che vorrebbe insegnare flag football ai suoi allievi di prima media chiedendoci se potevamo aiutarla. La professoressa ci ha raccontato di aver avuto il nostro numero di telefono da un suo allievo, oggi di seconda,  nel quale ha  riscontrato grandi progressi nel suo rendimento  da quando gioca con noi., da qui la voglia di dare la possibilità di far conoscere  il Flag anche ad altri. Difficile non aiutarla e dunque ci siamo accordati per un ciclo di quatto allenamenti per una prima, che poi sulle ali dell’entusiasmo abbiamo esteso anche alle altre tre prime della scuola. Sedici ore di impegno, ma tanta soddisfazione nel cominciare a raccogliere un po’ di quanto abbiamo seminato in questi anni. Riuscire a dimostrare che lo sport praticato seriamente migliora anche il rendimento scolastico oltre che permettere ai ragazzi di divertirsi, è stato per noi un punto importante e riscontrare che una professoressa più attenta di altri lo ha notato ci riempie di gioia. Una piccola soddisfazione che ci insegna come la strada sia ancora lunga e difficile ma che alla fine sia quella che permetterà la maggior diffusione del nostro sport. Le trasmissioni televisive sicuramente aiutano, le pagine

della gazzetta sono una bella pubblicità, ma sono uguali ai mille altri messaggi che quotidianamente riceviamo. L’impegno ed il miglioramento che un ragazzo dimostra  in classe e a casa  praticando con continuità il nostro campo di allenamento è la miglior pubblicità per il nostro sport e la nostra squadra. Miglioramento che avviene quasi senza che lui stesso se ne accorga, ma piano piano si abitua alla puntualità, al rispetto delle regole, migliora la sua capacità di attenzione e di concentrazione e tutto questo lo porta a rimanere meno tempo davanti ai libri ma a ottimizzare il tempo dello studio. In un momento di amarezza questa occasione ci ridà morale e voglia per continuare a combattere per la miglior diffusione del nostro sport. Oggi alle 17.30 secondo allenamento della nostra under, mentre alle venti sarà la volta della prima squadra.   Spero che ognuno di noi capisca l’importanza del ruolo di ambasciatori che rivestiamo nei confronti del nostro sport, non girando con le borse grandi, ma con comportamenti adeguati ai valori che impariamo.