In calo il numero di giocatori

Il football italico ha un grosso problema rappresentato dal calo di numero di giocatori. Da più parti mi segnalano squadre con roster risicati, tanto che in alcuni campi ci riferiscono che si è giocato quarti ridotti proprio a causa di questo problema. Questo pone problemi seri, sia sulla utilità delle statistiche che a questo punto non capiamo a cosa possano servire se i tempi di gioco non sono omogenei, sia sulla equità di tale concessione, dato che tempi di gioco diversi vogliono dire, per esempio, rischi di infortuni maggiori o minori., solo per fare un esempio. Credo che l’anno prossimo prima di chiedere l’iscrizione ad un campionato sarebbe giusto e corretto specificare bene prima quali saranno le regole di gioco, quale saranno i tempi di gioco che ci auguriamo saranno uguali per tutti quelli che partecipano al medesimo campionato. Così come sarebbe auspicabile, prendere atto delle situazioni di alcune società, e non ammetterle a partecipare se non danno garanzie sufficienti, a tutela delle altre squadre partecipanti e di quelli che a questo sport si appassionano ancora. Noi crediamo che sia auspicabile giocare da gennaio a marzo con cadenza settimanale, piuttosto che da febbraio a giugno con cadenza a sorpresa. I giocatori, ma anche gli allenatori, i dirigenti ed i tifosi hanno il sacrosanto diritto di poter avere una vita privata oltre che la passione per il football ed il dover stare impegnati per un tempo così lungo per gli allenamenti e le partite non può che incentivare i giocatori ad andare verso altri sport. Da anni esiste questo problema e nessuno ad oggi ha proposto alcuna soluzione. Mi auguro che il Consiglio Direttivo insediato quest’anno ci proponga al più presto delle soluzioni senza limitarsi ad assistere a questa agonia.

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