Se il buon giorno si vede dal primo campionato…

Grazie a tutte le squadre di Golden League: avete dato vita ad uno strepitoso campionato ognuna facendo il massimo con i mezzi a disposizione, avete onorato tutti gli impegni presi e sicuramente contribuito a diffondere non solo il nostro sport ma principi morali importanti. Non un giocatore espulso non un problema con la giustizia sportiva, grande fair-play in campo. Ognuno ha fatto il massimo per contribuire, adesso uniamo gli sforzi per un grande Super Bowl che sia la degna finale di una grande stagione. Tutto questo basterebbe ad inorgoglirci, ma diventa ancora più importante se teniamo presente il costo della stagione, che fatto salvo per i Gladiatori che sono stati penalizzati dall’isolamento geografico, per tutte le altre società siamo riusciti a contenere l’esborso economico sotto i diecimila euro per tutto il campionato.
L’anno prossimo, passata a pieni voti la formula sperimentale introdotta quest’anno in Silver League, la FIF proporrà anche in Golden il campionato diviso in Conference con la finale campione del Nord contro campione del Sud e potete star tranquilli che sarà ancora più avvincente. In questo momento comunque volevo complimentarmi con due amici veramente bravi che hanno saputo lottare fino all’ultimo con le squadre da loro guidate: grazie Sergio Angona e Giorgio Volpi, il nostro football ha bisogno di persone appassionate e competenti come voi, sono sicuro che quanto seminato quest’anno non potrà che facilitare la raccolta nei prossimi anni.
Credo che l’intera stagione dimostri come non sono i giocatori americani, i budget stellari o le chiacchiere a far crescere uno sport, ma la passione, il lavoro, l’impegno, tanta buona volontà, ma anche e soprattutto l’esperienza, l’umiltà e la capacità. I media ci hanno seguito grazie a queste doti. Le formule del campionato sono state vincenti grazie all’umiltà di fari i passi proporzionali alla gamba e al voler coinvolgere mezza Italia dimenticata per troppo tempo. La presenza costante dei pochi dirigenti federali, Presidente e segretario a fianco delle società, la testimonianza che essi hanno portato in tutti i camp fin qui svolti, hanno dimostrato ai ragazzi che qui le cariche non occupano poltrone, ma zolle sul campo. Abbiamo saputo dimostrare che non è la carica ma il lavoro che fa grande un uomo e una società, cosi abbiamo visto a Roma, Brescia, Bari e Parma grandi organizzazioni messe a disposizione di tutti. Questo patrimonio non va disperso. Se come auspico, insieme a molti, a breve si svolgerà un incontro nel tentativo di riunire le squadre sotto una unica bandiera mi aspetto che da Fidaf ci sia il rispetto che il nostro Presidente merita: un Presidente parla con un Presidente, un ambasciatore con un ambasciatore. Siamo pronti a dimenticare gli insulti, i diverbi, le minacce, ma chi deve pagare i nostri arbitri li deve pagare, chi ha subito delle squalifiche le deve scontare, chi non ha onorato gli impegni deve dimostrare che non è il suo modus operandi. La parola di un uomo d’onore è tale in qualsiasi federazione militi, chi prende impegni li deve rispettare, questo abbiamo insegnato ai nostri giocatori e questo pretendiamo dai nostri Presidenti, se non sanno adeguarsi possiamo continuare da soli o con chi si vorrà adeguare. Non siamo il ripiego momentaneo siamo il futuro e lo abbiamo dimostrato. Con i fatti e non con i proclami ci siamo conquistati i nostri spazi, chiunque può controllarlo e non mi si dica che è stato facile perché eravamo in pochi, abbiamo giocato più partite di quelli che erano in molti, con cadenza settimanale con formule vincenti, senza inventarci 8-0 precostituiti. Non ci vuole un genio qualunque sia il numero delle squadre per far si che chi ha militato nello stesso girone non si debba più incontrare se non in finale, ebbene nel girone B di Arena, in FIDAF, sono riusciti avendo 24 squadre a disposizione a far giocare solo 4 partite di cui due derby alle società e a farle rincontrare in semifinale, un record. Credo che non sia questione di gestione del potere ma di grande presunzione, inesperienza ed incapacità. Queste stesse persone sono quelle che hanno obbligato squadre di A2 a girare tutta l’Italia con grande dispendio di denari per non far giocare sempre le stesse squadre tra di loro. Ho sempre considerato la coerenza una virtù ma mai come in questo caso lo sarebbe stato. Comunque come diceva un grande. L’unico mezzo per dimostrare a qualcuno che sbaglia è lasciarlo fare a modo suo e noi ci guardiamo bene dal voler convincere qualcuno a seguirci. Ci siamo divertiti e continueremo a farlo, non abbiamo premura, sappiamo che anche la corsa più lunga comincia dal primo passo e devo dire che il nostro è stato un gran bel primo passo. Adesso domenica ci aspettano altri passi importanti e speriamo che siano tutti come il primo, per andare in Europa abbiamo tempo e state tranquilli che quando ci andremo, dopo aver fatto programmazioni adeguate, è perché saremo tornati competitivi.