Che il futuro torni ad essere quello di una volta

Mi scuso non vorrei fare polemica, ma oggi mentre sto facendo la borsa per andare a Roma sento e capisco perché per gli americani il SB è una festa. Una stagione lunga, una stagione impegnativa, mille tensioni, mille incomprensioni, studi di filmati, camp confronti, e finalmente l’ultimo atto, la festa comunque vada con la soddisfazione ed il piacere di sapere che chiunque di noi avrebbe potuto o avrà la possibilità di parteciparvi. Si questo è il SB, questo il football americano, la massima espressione del sogno americano, ogni ragazzo sa che qualunque sia il suo fisico in questo sport ci può essere un ruolo che gli si confà, dovrà lavorare duro per prenderselo, ma se lo farà potrà averlo. Così ogni squadra sa che la possibilità è aperta a tutti, se sarà capace grazie ad una buona organizzazione di creare un gruppo coeso e determinato potrà andare al SB e mai come quest’anno lo si è dimostrato. Non conosco i Red Jackets che ho incontrato solo in giovanile, ho seguito di più i Bengals, li ho visti alla loro conferenza stampa, dove i coach annunciarono:”la conquista dei play-off ci andrebbe stretta”. Tornando in auto con Claudio Minguzzi, il nostro candidato al consiglio Federale, grande appassionato, commentavamo quella affermazione, che ritenevamo un po’ presuntuosa, ma nello steso tempo apprezzavamo l’organizzazione. Poco tempo dopo tornando a Brescia per il camp abbiamo avuto modo di apprezzare il lavoro di supporto svolto per la squadra, la logistica e la struttura societaria, e piano, piano cominciavo a capire l’atteggiamento dei coach. Poi venne il campionato, le prime sconfitte, ma l’atteggiamento giusto, infine il play-off dove oltre tutte queste componenti, fondamentali, deve giocare un ruolo importante anche la fortuna, il caso, e così dopo due sconfitte, c’è stato anche il giusto riconoscimento, due squadre che si equivalgono, due buone organizzazioni, una quel giorno più determinata delle altre due volte e come è giusto che sia questa volta i vincenti sono i Bengals che avendo imparato dalle sconfitte hanno anche imparato il fair-play del vincitore e anche il play-off diventa una festa di sport, con grande merito anche degli Skorpions, battuti ma non vinti come è giusto che sia. Questo campionato, questa finale ci dimostrano come la federazione abbia saputo mantenere questi valori, mettendo l’organizzazione e la capacità al primo posto e non i soldi. Questo fa si che il SB sia veramente una festa, l’organizzazione e la capacità che avevano permesso l’anno scorso a Warriors e Hogs di arrivare al Super Bowl quest’anno inseriti in contesti economici diversi hanno finito il campionato, mortificando il loro lavoro di anni. Ecco questo è il grande merito della FIF far si che ognuno sappia che, magari non subito, anzi certamente non subito, perché una buona struttura societaria non si improvvisa, ma lavorando duro, facendo le cose con competenza e passione, nessun traguardo è irraggiungibile, nello sport come dovrebbe essere nella vita, che tutti avranno le stesse possibilità perché non saranno i budget a fare la differenza, e che impegnandosi per mantenere i costi bassi le società potranno programmare i loro traguardi nella certezza di continuare la propria attività per anni. Ora mettiamoci l’abito bello, il lavoro della stagione sta per trovare il suo culmine, per l’ultima volta con due squadre del nord, dall’anno prossimo saranno una squadra del nord ed una del Sud ad incontrasi alla finale. Si avvicina il momento della loro discesa in campo, velocemente tante immagini mi passano davanti , tante persone che grazie al football americano ho conosciuto ed apprezzato, non solo Jonnhy , Martinelli padre, Lodi padre, Luccarelli padre, Felloni, già Giulio, tanto che non lo vedo, l’unico sopravissuto con me di quei cinque pazzi che un giorno fecero si che a Santa Margherita Ligure si giocasse il primo di questi 29 SB. A questi cinque pazzi dirigenti, molti altri se ne aggiunsero alcuni per costruire, altri per distruggere, ma tanti ragazzi hanno avuto la possibilità di conoscere ed apprezzare questo sport che quest’anno per la prima volta ha visto una splendida finale giocata anche al Sud, questo ha significare che finalmente qualcuno si è ricordato che se c’è un posto dove questo sport può fare molto bene questo è proprio il nostro meridione, e gli amici dei Briganti ce lo hanno dimostrato, non solo vincendola questa finale, ma anche e soprattutto per come la hanno organizzata. Alle spalle di tutto questo ci sono ancora dei pazzi dirigenti innamorati di questo sport, tanto innamorati che saranno pronti a mettere da parte tutte gli insulti, le incomprensioni, i malintesi che fino ad oggi hanno tenuto separato il F.A., tanto innamorati che vorrebbero che dall’anno prossimo questa festa fosse realmente la festa di tutti quelli che condividano quegli ideali. Speriamo che la nostra resistenza al potere del denaro che tutto vuole comprare sia servita a tenere aperta la casa anche a chi si era fatto fagocitare, solo se se ne accorgeranno questa festa sarà veramente la festa di tutti.
CHE LA FESTA COMINCI e che il futuro torni ad essere quello di una volta come mi disse un grande allenatore.